Come stimolare la creatività attraverso la scrittura

creatività e scrittura

“Effettivamente non sembri una tipa molto creativa”.

Ancora ricordo con una certa vergogna la battuta che mi aveva fatto una persona conosciuta online, batterista in formazione in una scuola milanese, molto artista maledetto nella forma, non avrei saputo valutare quanto talentuoso nel proprio mestiere d’arte.
Da dove fosse saltata fuori quell’osservazione, riferita alle poche foto che aveva visto di me e al deserto di piercing, tatuaggi, colorazioni effervescenti nei capelli et similia, non lo rammento.

Però quel giudizio mi è rimasto appiccicato addosso. Era lo stesso che mi sono sempre inflitta.

Persona poco creativa che ama fare attività creative. Ecco come mi sono sempre sentita.
Fin da bambina quando disegnavo, ballavo, scrivevo, mi sentivo fluttuare su una nuvoletta verde-azzurro a diecimila passi da terra.
Ed ero bravina a fare tutto.
Ma non sono mai stata la persona che, su richiesta o meno, se ne usciva con l’idea più sfolgorante e inaspettata, quella che tutti avrebbero applaudito e ammirato.
Proprio no.
Anzi, mi avrebbe messo a disagio esternare qualsiasi idea che avrebbe potuto differenziarmi.
E qui sta il punto.

Fermiamoci un attimo: in questo articolo ti parlerò di creatività e scrittura.
Non di scrittura creativa, ma di come la scrittura possa aiutarci a stimolare il super-potere della creatività, un potere che è dentro ciascuno e ciascuna di noi. Sì, anche dentro di te.
Ma che si può esprimere a patto che… Seguimi e ti spiego tutto!



La creatività è una risorsa di tutti e tutte

“Lo spirito creativo è dentro di noi, qualsiasi cosa facciamo. Il difficile sta nel liberarlo“, questo scrivono Michael Ray, Paul Kaufman, Daniel Goleman nel libro “Lo spirito creativo”.
Al contrario di ciò che spesso si crede, lo spirito creativo, inteso come capacità di generare idee, immaginare nuove possibilità e produrre combinazioni inedite, non è un dono speciale posseduto solo dai maestri dell’arte, della letteratura, della scienza o dalle persone di successo: è una risorsa data in dote a tutte e tutti, in modalità e forme di espressione differenti.

Ce lo dice anche Gianni Rodari in “Grammatica della fantasia”:

La funzione creatrice dell’immaginazione appartiene all’uomo comune, allo scienziato, al tecnico; è essenziale alle scoperte scientifiche come alla nascita dell’opera d’arte; è addirittura condizione necessaria della vita quotidiana.

Perché l’insegnante che escogita sempre nuovi e mirabolanti modi per tenere desta l’attenzione della classe deve stimolare la propria creatività. Il ricercatore scientifico deve imparare a guardare i problemi da angolature inedite, e creative. Una mamma e un papà giocolano tutti i giorni tra gestione del proprio tempo e di quello dei figli, capacità di ideare infinite storie della buonanotte, problem solving a livello pro. Uno chef o una chef! Quanta creatività nel trovare combinazioni di ingredienti, impiattare, costruire menù che assecondino le proprie aspirazioni e le aspettative degli avventori.

Perché la creatività è importante nella vita quotidiana

La fantasia è fondamentale in molti ambiti della vita quotidiana e professionale, non solo per creare opere letterarie e artistiche.

Creatività è:

  • risolvere problemi
  • innovare
  • dare forma alle idee
  • abbracciare il cambiamento
  • guardare ciò che accade da prospettive originali
  • riconoscere nel mondo uno spazio di possibilità in cui esprimere la propria unicità
  • camminare senza avere paura di prendere un sentiero meno battuto
  • mettere in discussione ciò che sembra scontato
  • fare domande scomode e cercare risposte solo apparentemente impensabili
  • una sponda, una riva stabile cui possiamo aggrapparci quando sembra tutto crolli. Non è un caso che molte persone inizino a scrivere, o riprendano a scrivere, durante o dopo un’esperienza di lutto o di dolore
  • un modo di stare nel mondo: con curiosità, meraviglia e apertura, disponibili a esplorare ciò che non conosciamo, a sperimentare, a sbagliare e a imparare dai nostri errori.


Creatività è un fatto civile e politico. Ce lo dice bene Rodari:

Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasticatore. Servono proprio perché, in apparenza, non servono a niente. Servono all’uomo completo. Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà – fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà – vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione.

Abbasso i luoghi comuni sulla creatività

creatività e stereotipi

È diffuso il luogo comune che vede la persona creativa come una persona eccentrica, fuori dalle righe. Una persona che riconosci nella folla e non ti puoi sbagliare. Se hai i capelli viola, le sopracciglia di due colori diversi, tatuaggi estesi, piercing sparsi con generosità sul corpo, vestiti sgargianti e di fattezze insolite allora sì: c’è un’alta probabilità che lo spirito creativo si muova potente dentro di te.

Abbiamo nella testa un’immagine di come dovrebbe essere una persona creativa e spesso la confondiamo con la creatività tout court. Ora, non vorrei deludere nessuno ma la persona creativa non ha necessariamente l’aspetto che pensiamo debba avere la persona creativa.

Guardiamolo insieme, dai, nell’immagine in copertina. Quello è Kafka, padrone dell’assurdo, maestro incommensurabile della domanda senza risposta e della risposta senza domanda, navigatore indefesso nello spazio liminale tra sogno e incubo. Una persona creativa.

Sarà una foto in posa, ma non è che nella vita di tutti i giorni, stretto nell’ufficio del settore assicurativo cui si recava con sommo gaudio, si vestisse molto diversamente. Forse possiamo immaginare che sotto il completo scuro celasse impertinente una canotta giallo sole con unicorni arcobaleno cavalcati da vichinghi inferociti. Ma anche no. La sua creatività poteva anche non passare da pose o abbigliamento.

Le caratteristiche del pensiero creativo

caratteristiche pensiero creativo

Immaginazione, fantasia, creatività sono termini che usiamo spesso in modo intercambiabile e non ci interessa qui approfondire molto oltre le differenze.

Preciso solo che con immaginazione intendiamo la capacità di rappresentare nella mente ciò che è noto ma non immediatamente presente. Esempio: ti dico tulipano e tu visualizzi un tulipano, anche se non è fisicamente presente vicino a te.

Nella trama della creatività si innestano i concetti di possibilità, combinazione, esplorazione, generazione. La creatività è la capacità di generare combinazioni e scenari non necessariamente aderenti alla realtà, di produrre idee o soluzioni originali o mai viste. Esempio: ti dico mare, ti dico viola, possiamo provare a costruire l’immagine di un mare viola, mai visto prima. Per approfondire etimologia e significato della parola creatività ti rimando alla pagina di Una parola al giorno.

Il pensiero creativo si caratterizza per:

  • Fluidità
  • Flessibilità
  • Originalità
  • Giocosità
  • Sperimentazione
  • Anticonformismo
  • Libertà


Altro?

Per Rodari creatività è sinonimo di pensiero divergente, un pensiero in grado di rompere gli schemi rigidi e lineari dell’esperienza.

È “creativa” una mente sempre al lavoro, sempre a far domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti (anche dal padre, dal professore e dalla società), che rifiuta il codificato, che rimanipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire dai conformismi.

Come allenare la creatività

come stimolare la fantasia

Tu mi potresti dire:

“Faccio un lavoro ripetitivo, burocratico, meccanico (inserisci l’aggettivo più attinente) dove c’è poco spazio per l’espressione personale”.
“Nel mio lavoro il pensiero predominante è quello logico-sequenziale. La creatività mi serve a poco”.
Oppure:
“Non mi sono mai sentita creativa e non credo proprio lo diventerò ora”.
O ancora:
“Fin da bambina ho sempre prediletto il calcio, le cose creative non facevano per me”.

E va benissimo.

Quello che ti posso dire è: la creatività non ci serve solo per scrivere sceneggiature di film candidati al Leone d’oro a Venezia. Lo abbiamo visto prima.
La creatività si può svelare, liberare, valorizzare, educare, rafforzare, anche da adulti.
Possiamo liberare il suo potenziale anticonformista e vitale.
Possiamo ad ogni età bere l’essenza della sua pozione e imparare a guardarci e a guardare con occhi nuovi.

Dieci pratiche per allenare il pensiero creativo

Fantasia e creatività si possono stimolare attraverso attività diverse:

1. Leggere e ascoltare storie
2. Osservare la realtà con curiosità
3. Esercitare la meraviglia
4. Nutrirsi di stimoli gustosi: una passeggiata, un viaggio, una canzone, una mostra, un dialogo ricco
5. Allenarsi a guardare il noto con occhi nuovi
6. Non accontentarsi della prima risposta, del “si è sempre fatto così”
7. Porsi continuamente domande
8. Accogliere l’errore come parte del processo
9. Immaginare e scrivere storie
10. Ricavarsi spazi vuoti, di pura evasione, in cui la mente possa muoversi in libertà.

Gli esercizi di creatività nei laboratori di scrittura Esplòrea

Nei laboratori di stimolazione creativa che curo lavoriamo su questo e molto altro:

> binomio fantastico
> esplorazione delle parole
> destrutturazione e ristrutturazione di parole e sintassi
> combinazioni surreali
> errori e scivoloni
> fare domande
> dialogo tra punti di vista diversi
> cambi di prospettiva
> meraviglia
> primi pensieri
> sintesi tra posizioni divergenti
> ricerca di possibilità divergenti.

Costruiamo i mattoncini che ci permettono di raccontare storie.
Insomma, tanta roba.

Che cosa ostacola la creatività?

Ok, abbiamo visto che, come qualsiasi altra abilità, la creatività può essere allenata.
C’è però un fatto importante, da non sottovalutare.
La creatività non deve essere solo allenata, deve essere anche liberata, lasciata libera di esprimersi, di dire la sua.
E qui molto spesso si cela la ‘trappola’ che la ingabbia.

Fattori che inibiscono la liberazione della creatività

  • Ambienti giudicanti
  • Mindset fisso orientato a regole rigide e alla paura dell’errore
  • Conformismo, pressione sociale, condizionamenti
  • Cultura della performance e spinta verso il continuo raggiungimento di obiettivi
  • Paura del giudizio
  • Insicurezza, mancanza di autostima e fiducia
  • Ansia, stress


Fattori che favoriscono la liberazione della creatività

  • Contesti sociali aperti al confronto, al gioco, alla sperimentazione e al rischio
  • Mindset orientato alla crescita, che contempla la possibilità di sbagliare
  • Emozioni come curiosità, entusiasmo, fiducia in sé stesse e in sé stessi.


La creatività si può esprimere, potenziando anche altre risorse collegate:

  • Autostima
  • Gestione della paura di sbagliare e di emozioni spiacevoli
  • Ascolto di sé
  • Curiosità
  • Osservazione
  • Pensiero critico
  • Autonomia di giudizio.


Il lavoro di stimolazione creatività diventa allora lavoro su di sé e valorizzazione delle proprie risorse, in modo globale e profondo.

Creatività e ambiente: perché il contesto conta

ambiente e pensiero creativo

Non è sufficiente chiedere a una persona di essere creativa: bisogna creare le condizioni perché la creatività possa emergere ed esprimersi. Nel suo lavoro sulla creatività, Teresa Amabile ha studiato in particolare il ruolo della motivazione intrinseca e dell’ambiente sociale.

Cosa mostrano le sue ricerche?
Che la creatività tende a esprimersi maggiormente quando possiamo lavorare mossi da interesse, curiosità, motivazione intrinseca e piacere per ciò che stiamo facendo, senza sentirci sotto giudizio, osservati, in competizione o sottoposti a pressioni sul risultato. Al contrario, ricompense, valutazioni, vincoli rigidi e scarsa autonomia possono ostacolare il processo creativo.

Chi è Teresa Amabile

Teresa Amabile, psicologa e ricercatrice, professoressa emerita alla Harvard Business School, è una tra le principali studiose della creatività. Ha dedicato gran parte della sua ricerca al rapporto tra creatività, motivazione e ambiente di lavoro.

Amabile ha condotto numerosi esperimenti per verificare quanto il contesto sociale influenzi la creatività.

In uno tra i più noti, alcuni bambini furono invitati a realizzare dei collage, utilizzando la stessa quantità e tipologia di materiali.
I bambini vennero divisi in due gruppi.
> Il primo gruppo sapeva che i collage sarebbero stati valutati e che i lavori migliori avrebbero ricevuto un premio.
> Al secondo gruppo era stato detto che i premi sarebbero stati assegnati per estrazione, indipendentemente dalla valutazione dei singoli collage.
I collage furono successivamente valutati da persone esperte, che giudicarono i lavori del secondo gruppo più creativi di quelli del primo.

In questo video lo racconta la ricercatrice:

La creatività nei laboratori di scrittura di Esplòrea

creatività nei laboratori esplòrea

Come lavoriamo sulla e con la creatività nei laboratori di scrittura che curo?

Prima premessa: non si tratta di corsi di scrittura creativa ma di laboratori di stimolazione creativa attraverso la scrittura.

La differenza tra un corso di scrittura creativa e un corso di stimolazione creativa attraverso la scrittura

Un corso di scrittura creativa ha come obiettivo principale lo sviluppo di competenze legate alla narrazione e alla costruzione e scrittura di storie. Si lavora sulle tecniche narrative, sulla struttura, sullo stile, sui personaggi, sui dialoghi, sui punti di vista per scrivere o migliorare un racconto o un romanzo.

Tutto questo stimola in modo naturale la creatività. Ho frequentato ben più di un corso di scrittura creativa e narrativa e per me sono sempre state esperienze preziose.

Detto ciò, nei laboratori che curo ci poniamo agli albori di un corso di scrittura creativa con intenti e finalità diverse.

In un laboratorio di stimolazione creativa attraverso la scrittura la scrittura si fa strumento. Non lavoriamo per produrre un testo scritto bene e con stile, ma per stimolare la creatività attraverso la scrittura. Non è necessario saper scrivere bene e non c’è un risultato di valore letterario da raggiungere. Non ci poniamo obiettivi di pubblicazione editoriale o di partecipazione a concorsi, il solo obiettivo è di stare in un’attività piacevole e che ci faccia stare bene.

Ci interessa sostare alle radici del processo creativo, in quell’atto che è foriero di bellezza e bene, indipendentemente dall’esito del viaggio.

La differenza, quindi, sta soprattutto nell’obiettivo: nel corso di scrittura creativa lavoriamo sulla scrittura per migliorare la capacità di narrare e scrivere; nel laboratorio di stimolazione creativa utilizziamo la scrittura per allenare la capacità di immaginare, combinare elementi, cambiare prospettiva e generare possibilità.

In entrambi i casi si scrive. Ma nel laboratorio il testo non è il punto di arrivo: è il luogo in cui la creatività può mettersi in movimento.

Creatività è lavoro su di sé

I laboratori sulla creatività che propongo sono esperienze di cura di sé, in cui coccoliamo la nostra paura di sbagliare, staniamo l’autostima in qualunque angolo si sia andata a nascondere, legittimiamo ogni possibilità di espressione, affiniamo l’arte della disobbedienza.

Se manca questa parte, vedi la sezione precedente di questo articolo, la creatività si fa afona.

Creatività è costruzione del contesto

Non ci sforziamo di essere creativi. Costruiamo le condizioni perché ciascuna persona possa accedere alla propria capacità creativa e affinché la creatività individuale si possa manifestare ed esprimere in libertà, come piace a lei.

Questo comporta la costruzione di un ambiente di relazione e lavoro non giudicante e scevro di aspettative e pregiudizi. Un gruppo di persone aperto, accogliente, con percorsi di vita eterogenei. Un contesto sereno, ricco di stimoli, spunti e di esperienze.

Impariamo a restare con quello che arriva e non arriva, con quello che c’è, lo assaporiamo, ci facciamo attraversare, percepiamo quello che ci risuona e quello che ci torna poco.

Per concludere (lo so mi sono fatta un po’ prendere la mano dall’argomento): la creatività è un dono alla portata di tutte e tutti, una risorsa preziosa che va annaffiata, curata, stimolata, coltivata. E che ci fa bene.

Io sono qui per prendermene cura insieme a te!

La creatività si può allenare a qualsiasi età, da bambini, ragazzi, adulti. Ma non solo, si può e si deve lavorare anche sui fattori che favoriscono la sua espressione, come fiducia, autostima, paura di sbagliare, giudizio.

Nei laboratori di stimolazione creativa usiamo la scrittura come strumento per allenare flessibilità, libere associazioni, cambi di prospettiva, combinazione di elementi apparentemente lontani e molto altro.

Un laboratorio di stimolazione creativa attraverso la scrittura non è un corso di scrittura creativa.
È uno spazio di esplorazione, sperimentazione, libertà e cura.
La scrittura diventa luogo in cui la creatività può mettersi in movimento.
L’obiettivo non è quello di arrivare alla scrittura di un testo di valore letterario, come potrebbe essere nel corso di scrittura creativa o narrativa.
L’obiettivo è allenare la capacità di immaginare, destrutturare e ristrutturare, cambiare prospettiva, generare possibilità.
Soprattutto di stare in un’attività che fa bene e che ci fa stare bene.

Sicuramente sì! Il lavoro viene modulato sulla base delle persone partecipanti all’esperienza.
Non servono conoscenze o competenze pregresse.
Non è necessario sapere scrivere bene o voler scrivere un racconto o il romanzo della propria vita.
Consigliati un pizzico di voglia di mettersi in gioco e di uscire dalla comfort zone.

Entrambe.
Organizzo esperienze di gruppo, di solito molto feconde e stimolanti proprio per il contatto tra persone con idee, esperienze, modalità di espressione eterogenee.
Costruisco percorsi individuali sulla base di esigenze specifiche. In questo secondo caso è necessario fissare una call conoscitiva per capire se il match tra noi può funzionare e per impostare insieme obiettivi e modalità di lavoro.

Ogni prima domenica del mese ti invio una mail con una pratica di scrittura introdotta da un brano o da una riflessione. Un piccolo stimolo per vivere con maggiore consapevolezza il periodo dell’anno che si apre.

E ti aggiorno sui prossimi percorsi.

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